Gli elettrodi positivi delle pile

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– sei lettere: CATODI

Soluzioni – sei lettere: CAT…

Spiegazione:

Quando in uno schema compare la definizione gli elettrodi positivi delle pile, il pensiero corre subito alla porzione di materiale conduttore su cui avviene la riduzione dei ioni durante il funzionamento di una cella elettrochimica. «gli elettrodi positivi delle pile» indica infatti la superficie in cui gli elettroni vengono catturati al termine del circuito esterno, permettendo la trasformazione dell’energia chimica in corrente elettrica. Con sei caselle e l’incipit CAT…, basta visualizzare la struttura interna di una batteria—con i suoi due poli contrapposti, l’anodo e gli elettrodi positivi delle pile—per associare immediatamente la definizione alla sequenza di lettere che completa lo schema, pur senza pronunciarla per intero.

Curiosità:

L’interpretazione di gli elettrodi positivi delle pile risale alle prime sperimentazioni di Volta e di Daniell, ma fu col nome di «elettrodo catodico» che Michael Faraday ne codificò nel XIX secolo il ruolo nelle leggi dell’elettrolisi. Nei moderni accumulatori al piombo, gli elettrodi positivi delle pile sono composti da ossido di piombo, mentre nelle batterie al litio la superficie catodica utilizza miscele di ossidi metallici per garantire alta densità energetica. Un dettaglio interessante: il potenziale di riduzione di gli elettrodi positivi delle pile determina la tensione nominale della cella, e studi recenti su catodi di nuova generazione—come quelli a base di litio-ferro-fosfato—puntano a migliorare sicurezza, durata e sostenibilità ambientale. Conoscere queste evoluzioni storiche e tecnologiche rende ancora più chiaro il concetto di gli elettrodi positivi delle pile e assicura la risoluzione immediata di ogni cruciverba che proponga questa definizione.