La vela più in alto dell’albero di trinchetto

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– quindici lettere: CONTROVELACCINO

Soluzioni – quindici lettere: CON…

Spiegazione:

Quando in uno schema enigmistico compare la vela più in alto dell’albero di trinchetto, l’indizio punta al punto estremo di un veliero a tre alberi, la zona in cui i marinai issavano il telo terminale per sfruttare le correnti più forti. La vela più in alto dell’albero di trinchetto corrisponde infatti al lembo superiore che, sopra i velacci e i velaccini, catturava ogni spiraglio di vento in acque oceaniche. Contando quindici caselle e annotando l’avvio CON…, lo schema trova subito coerenza: la vela più in alto dell’albero di trinchetto indica un nome tecnico lungo, elegante, che chiude la serie di vele di prua e completa la geometria del veliero senza lasciare dubbi all’appassionato di nautica.

Curiosità:

Inserire la risposta giusta a la vela più in alto dell’albero di trinchetto significa evocare un capitolo affascinante della marineria ottocentesca. Questo telo, issato talvolta oltre i 35 m dal ponte, richiedeva arrampicate spericolate lungo stralli e marchetti, specialmente quando il capitano ordinava di ammainarlo durante le raffiche improvvise di Atlantico o Capo Horn. Nei manuali della Royal Navy, la vela più in alto dell’albero di trinchetto veniva considerata “di riserva”, da spiegare solo nei lunghi bordeggi sottovento per guadagnare qualche nodo extra alle clipper del tè. Il suo uso, documentato nei giornali di bordo del Cutty Sark, fu determinante per battere record di traversata: bastava un soffio costante per far guadagnare un giorno intero sull’avversaria Thermopylae. Oggi, nei pochi velieri scuola rimasti, gli allievi guadagnano il brevetto di rigger proprio dopo aver calzato e issato la vela più in alto dell’albero di trinchetto, rito di passaggio che unisce nodi antichi e vista spettacolare sull’orizzonte. Un termine di quindici lettere, un concentrato di abilità marinaresca che ancora profuma di canapa e brezza salmastra.